Terremoto Sendai, 13 febbraio 2021

Come probabilmente sapete, il Giappone è da sempre soggetto a terremoti e, purtroppo, alcuni di questi risultano essere particolarmente violenti. L’ultimo terremoto veramente forte (9 gradi), che ha anche causato un’enorme onda di tsunami, è stato registrato l’11 marzo del 2011. La potenza dello tsunami fu impressionante: 400 chilometri di fascia costiera furono devastati e l’area sommersa era estesa quasi quanto la città di Tokyo; in alcuni casi l’acqua penetrò nell’entroterra fino a oltre 20 chilometri. I danni furono ingenti: persone, case, imbarcazioni, campi, strade…tutto spazzato via in un secondo. Inoltre, l’onda danneggiò gravemente la centrale nucleare di Fukushima Dai-chi; l’esplosione dei reattori lasciò tutto il mondo con il fiato sospeso. Le notizie che arrivavano erano allarmanti e la preoccupazione si diffuse, non solo in Giappone ma anche nei paesi vicini. La radioattività venne rilasciata nell’atmosfera e, oltre ai danni causati dallo tsunami, scoppiò anche l’emergenza nucleare. Un mese dopo la catastrofe, si contano oltre 13 mila morti e 14 mila dispersi.

Sabato scorso, 13 febbraio 2021, il terrore si è ripetuto: una scossa di 7.3 gradi, molto violenta, si è abbattuta nuovamente sulla prefettura di Fukushima, più o meno nella stessa area colpita nel 2011. Erano circa le ore 23.10; io ero seduta nella mia stanza e stavo scrivendo al computer mentre ascoltavo la musica con gli auricolari. Ad un certo punto ho sentito la sedia muoversi. Ormai stando qui mi sono abituata alle scosse per cui inizialmente non mi sono preoccupata più di tanto; ho preso il telefono ed ho cominciato a riprendere. Nel giro di pochissimo tempo l’intensità è aumentata: le finestre hanno cominciato a traballare, i muri a muoversi, il pavimento della casa a oscillare; sembrava di stare a bordo di una barca. Avevo un piccolo stendino agganciato alla parete con biancheria e calzini che si stavano asciugando e ha cominciato a sbattere contro il muro. Terremoti così forti non ne avevo mai sentiti ed ho cominciato davvero a preoccuparmi. Mi sono nascosta sotto al tavolo mentre continuavo a riprendere.

E’ durato quasi un minuto e mezzo; quando ha smesso avevo la casa che ancora oscillava. Una sensazione davvero incredibile, mista tra adrenalina e terrore. In quei momenti non sai se urlare, scappare o nasconderti. Pochissimi minuti dopo la scossa, sono arrivate le notizie dall’agenzia meteorologica del Giappone che avvertiva che non c’era rischio tsunami. Successivamente è arrivata la conta dei danni, fortunatamente, molto leggeri: supermercati e uffici con mobili ribaltati e scaffali a terra, treni fermi per mancanza di corrente e circa 800.000 case al buio. A Tokyo invece non c’è stato alcun danno, solo un pò di paura e preoccupazione.

A dieci anni di distanza dal terremoto e tsunami del Sendai, si parla oggi di possibili scosse di assestamento dovute al violento sisma che colpì l’area appunto, dieci anni fa. Nelle 24 ore successive al terremoto si sono susseguite altre piccole scosse di assestamento. Spero di non doverne sentire più di così forti, vi assicuro che non è un esperienza piacevole. Qui sotto il video che ho girato.

it is always time to travel

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