La cerimonia del tè, cha no yu 茶の湯

Il tè, anticamente usato dai monaci per tenere sveglia la mente durante le ore di meditazione, è diventato una bevanda tradizionale nel territorio del sol levante. Ma che cos’è la cerimonia del tè? E perché la si compie? Quando i giapponesi parlano di cha-do (via del tè) tornano al fondamentale concetto di sentiero e “strada” e tutto ciò che è legato a questi riti diventa oggetto di cura estrema. Nella cerimonia del tè (CHA NO YU 茶の湯), estetica e religiosità si fondono tra loro; a Kyoto esistono molte scuole che tutt’oggi tramandano la tradizione della cerimonia del tè: è importantissimo imparare la manualità e la gestualità con cui il tè viene servito.

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Il tè in Giappone venne introdotto dal monaco Eisai ( 1141-1215) che tornando da un viaggio in Cina, scrisse un trattato sulle sue proprietà benefiche. Nei giardini giapponesi più importanti c’è sempre il padiglione del tè chashitsu (茶室): si tratta di un edificio con sei finestre che rappresentano gli occhi, le orecchie, il naso, la lingua, il corpo e la mente. Durante la cerimonia, hanno grande importanza gli oggetti utilizzati: la teiera in ghisa, il tè verde in polvere, il frollino di bambù e prima di toccarli, tutti i presenti devono fare un rituale di purificazione. Le tazze di ceramica sono tutte diverse l’una dall’altra perché si ritiene che questo “disordine” comunichi un senso di vita. Durante la Cha no yu si deve parlare il meno possibile; per noi occidentali, la posizione in cui ci si siede sul tatami (pavimento di legno e paglia pressata) è scomodissima e il tè verde (maccha) che viene usato è amarissimo _per alcuni imbevibile_ anche se l’amaro viene poi addolcito con un dolce in pasta di fagioli.

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I giapponesi di oggi, non sempre partecipano alla cerimonia del tè e alcuni di loro non ne hanno mai vista una. Fortunatamente c’è sempre molto rispetto per i gaijin (gli stranieri) che prendono parte alla cerimonia del tè. I giapponesi sanno quanto può essere difficile per noi eseguire il rituale e a volte ridono della nostra goffaggine ma sempre con il sorriso e con educazione. Oggi le cerimonie del tè durano circa un ora, ma anticamente potevano durare anche tre ore.

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