Outback e Northern territory

Il mio viaggio in Australia ha previsto come tappa 3 giorni nel red centre anche chiamato Outback. L’Outback australiano comprende tutto il territorio interno dell’Australia: è un luogo desertico, arido e caldo caratterizzato dalla terra rossa. In questo ambiente vivono diversi animali, alcuni molto pericolosi: scorpioni, ragni, lucertole, coccodrilli, iguane e chi più ne ha più ne metta. Il mio viaggio è partito dall’aeroporto domestico di Sydney; ho preso un volo diretto ad Ayers Rock operato da Jetstar. La mia escursione partiva dall’aeroporto. Un pullman turistico è venuto a prendermi e mi ha accompagnato al campeggio di Yulara. Il campeggio era pieno di animali e insetti ma nel complesso era molto pulito. Mi è stata assegnata una tenda con letto (rialzato) perché non ero mai andata in campeggio e ho espressamente chiesto di non dormire per terra. I ragni nel sacco a pelo non potevo proprio sopportarli. Il mio gruppo era molto bello, eravamo tutti europei: una coppia di signori inglesi molto gentili, e una coppia di olandesi, il resto tutti ragazzi giovani. Dopo un bel pranzo a base di carne alla griglia, la nostra guida ci ha accompagnato prima all’unico distributore di benzina della zona per prendere da bere e un bel gelato (aveva più gelati lui che il supermercato XD), poi al parco nazionale Kata Tjuta e al centro visitatori di Uluru (Ayers Rock). Il biglietto per il parco nazionale vale tre giorni. Al centro visitatori di Uluru si possono ammirare opere degli aborigeni australiani ed è possibile parlare con loro. All’interno troverete una serie di bar, negozi e, non ci crederete, c’è il wifi. Vedrete degli aborigeni dipingere a mano: non fate fotografie senza chiederlo. Verso le 18 la guida ci ha accompagnato davanti ad Uluru ad ammirare il tramonto e abbiamo fatto un aperitivo a base di Champagne e stuzzichini. Di fronte a noi, un pullman di altri turisti aveva organizzato un mega barbecue da fare invidia.

Uluru-Ayers-Rock
Uluru-Ayers-Rock

Tornati al campeggio, i ranger ci hanno portato la carne di canguro, buonissima. Dopo cena, partitone a carte, doccia e a letto. Le docce del campeggio erano molto pulite; quando sono tornata alla mia tenda mi sono persa e ho perso le mutande nel buio: non sono più riuscita a ritrovarle. Fortunatamente ne avevo un paio di scorta!!! Al mattino alle 4 ci siamo alzati e siamo andati a Uluru per fare il percorso a piedi intorno al “roccione”. Nello scattare foto, non ci siamo accorti di esserci fermati in piedi sopra un formicaio e le formiche ci hanno attaccato. Dopo aver percorso tutto l’Uluru base walk, un aborigeno australiano ci ha spiegato come vivevano le tribù antiche e ci ha mostrato gli strumenti che usavano: boomerang, lance, attrezzi per cacciare eccetera. Ritornati al campeggio, pranzo al campo base e poi il mio gruppo ha proseguito per Alice Springs mentre io mi sono fermata al Pioneer hotel per una notte in più. Il Pioneer è un hotel/ostello/ristorante dotato di ogni genere di confort; da queste parti non c’è molto in giro, quindi Yulara con il suo gruppo di hotel è una vera e propria oasi nel deserto. All’interno del Pioneer servono da bere acqua gratuitamente e anche delle limonate fresche. Essendo in pieno deserto consigliano sempre di bere molto per non restare vittime della disidratazione. Mentre aspettavo di fare il Check in, mi sono addormentata sul divano della hall. La signora del front desk è stata così gentile da venire a svegliarmi per darmi la camera! 😀 Bhe, ero sveglia da quasi 48 ore e la notte prima ne avevo dormite solo tre. Ero abbastanza stanca e in più il caldo mi ha dato il colpo di grazia. Dopo un breve pisolino e una bella doccia nel bagno del campeggio, ho fatto un giretto nel piccolo negozio di souvenirs e mi sono presa una pausa per uno spuntino e una bel succo di mela.

The-pioneer-lodge-outback
The-pioneer-lodge-outback

Le strutture ricettive organizzano diverse escursioni e spettacoli. Io personalmente ho scelto di fare il “FIELD OF LIGHT“, un percorso notturno nel deserto, illuminato da decine di lampadine colorate; nel cielo la via Lattea in tutta la sua grandezza e in lontananza i canti degli aborigeni. Che esperienza! Il mattino successivo partiva il mio volo per tornare a Sydney. Per questo viaggio di tre giorni ho speso, in totale, circa 600 euro, volo incluso.

Consigli

  • Quando andate nell’Outback, avvisate qualcuno sulla vostra destinazione perché i telefoni non funzionano ad accezione di alcuni luoghi. Io ho avvisato i miei famigliari in Italia e i miei coinquilini a Sydney, di modo che se fosse successo qualcosa e in tre giorni non fossi tornata, avrebbero potuto avvisare i soccorsi.
  • Portatevi vestiti pesanti perché l’escursione termica nel deserto può essere inimmaginabile. Le temperature di notte possono scendere a zero gradi.
  • Portatevi dei contanti, potreste avere difficoltà con le carte di credito.
  • Bevete tanto e portatevi scorte di acqua.
  • Indossate abiti lunghi anche durante il giorno, il sole può ustionarvi. Portatevi anche un cappello per ripararvi dal sole.
  • Mettete la crema solare e portatevi il doposole.
outback-aussie
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